Come ascoltare i bisogni dei figli

Molto spesso nel mio studio ho sentito genitori chiedersi come mai non sono previsti corsi formativi scolastici per il mestiere più importante di tutti, quello che influenza maggiormente le future generazioni, quello che potrebbe garantire la crescita felice e in salute dei milioni di bambini che nascono ogni anno, quel ruolo che potrebbe contribuire massivamente alla forgiatura di futuri adulti, felici, realizzati e che celebrano la vita invece di essere tristi, frustrati e depressi? 

Non avere la minima idea di come “funzionano” un neonato, un bambino o un adolescente assicura solo enormi sfide, quelle che incontrano oggi quotidianamente mamma e papa, quelle sfide e quelle incomprensioni in cui sono immersi gli insegnanti e gli educatori.

Siamo cresciuti con adulti infelici, perché a loro volta i loro genitori hanno “insegnato” loro con l’esempio l’infelicità, la rabbia, il lamento, e nessuno ci spiega veramente come funziona un cucciolo d’uomo.

Peggio ancora, nel corso degli anni non si sono diffuse in modo efficace neanche le informazioni di quelle poche anime pie che hanno cercato di risolvere questo enorme problema e hanno offerto delle soluzioni a misura di bambino, ma abbiamo assistito alla diffusione di metodologie tipo queste:

  • il bambino deve essere trattato in un certo modo perché non deve prendere vizi

  •  deve capire che comandano i genitori e non deve essere troppo di peso alla famiglia

  •  deve imparare a dormire da solo (perché oggi anche il dormire va insegnato!)

  •  che il latte arriva a tempo di lancette e se ha fame prima deve aspettare (tu ricordi quanto stavi male

    da piccolo quando avevi fame e non era ancora pronto e accade anche da adulti!!!)

  •   che a 3 anni lui deve prestare i giochi agli amichetti, ma a noi guai se qualcuno ci tocca la macchina

  •  che le parolacce non si dicono, mentre noi possiamo farcele scappare

  •   che i compiti si fanno sempre e non bisogna dire che la scuola fa schifo, ma noi possiamo farlo con il

    nostro lavoro e con quello che ci succede nella vita ...

  • Ecco che allora già in adolescenza e spesso ancor prima nell’infanzia:

    1. abbiamo perso la fiducia negli adulti e nell’ambiente esterno

    2. abbiamo perso il contatto con il nostro corpo

    3. non sappiamo perché ci arrabbiamo o perché siamo infelici

    4. siamo incazzati con i nostri genitori perché non ci sentiamo compresi. Noi non eravamo compresi,

      mentre oggi se un bambino si sente ferito e piange lo fa per vizio, per sottomettere la mamma, e quindi lo sgridiamo e lo puniamo o semplicemente lo ignoriamo o lo demonizziamo...

    e poi da adulti corriamo in cerca della soluzione facile, cerchiamo attraverso vari filoni new-age il santo graal in grado di invertire la rotta della nostra vita. Peccato che tutto ciò spesso non va a toccare il nucleo, la causa di tutto...cioè il nostro mondo interiore!

La prima abilità necessaria per comprendere i bambini è imparare ad osservarli, e se hai difficoltà a farlo a causa dei condizionamenti e delle ferite del passato, esistono percorsi specifici attraverso i quali puoi risvegliare le tue qualità interiori di sensibilità, ascolto ed empatia. Una volta risvegliate dentro di te spontaneamente, le userai con i bambini e il tuo approccio sarà completamente diverso e più secondo natura.

Ora ti riportiamo alcune indicazioni utili che puoi mettere in pratica da subito, che noi stessi utilizziamo da anni nelle consulenze genitoriali e che ti consentiranno di cambiare rapidamente il rapporto con tuo figlio

Indicazione n° 1

Il bambino impara per imitazione nei primi sette anni

Favorisci la creazione di un ambiente in cui questo possa avvenire senza alcuna difficoltà e in cui l’esempio da seguire sia fertile. Tutto quello che fai, tuo figlio lo imita: solo in questo modo “impara le regole e le buone maniere”.

Ti consiglio di osservarti e di agire come vorresti vedere agire tuo figlio da adulto. Ti piacerebbe vederlo sbuffare, strillare, arrabbiarsi, rimproverare, mangiare schifezze, fumare, diventare seguace di programmi demenziali, essere triste, insoddisfatto, al fianco di un partner che non ama, povero in denaro e in spirito? Se la risposta è no, inizia da te.

Esempio pratico: se vuoi che tuo figlio lavi i denti dopo ogni pasto invece che dare spiegazioni razionali sul perché si devono lavare i denti e sulla carie (che il bambino non capisce nei primi 5-7 anni perché non ha ancora sviluppato la parte razionale e logica del cervello), portalo con te e giocando o mentre racconti la storia del pupazzetto sul suo spazzolino, lavate i denti insieme. Così, per osmosi, dopo poco tempo il tuo cucciolo assorbirà questa sana abitudine senza sgridate né lunghe spiegazioni (e con zero fatica e stress da parte tua!).

Indicazione n° 2

Osserva e ascolta tuo figlio

Da 0 a 21 anni niente è così importante quanto osservare per comprendere le motivazioni e ascoltare per permettere a tuo figlio di esprimersi in ciò che sente. La distanza, che crea incomprensioni, difficoltà a riconoscersi e ad accettarsi vicendevolmente, deriva proprio da un mancato ascolto delle motivazioni che spingono il bambino ad un determinato comportamento e al mancato ascolto e accettazione dei suoi disagi interiori.

I bambini hanno sempre validi motivi per piangere e stare male e non nascono per punire mamma e papà come oggi molti personaggi affermano. Ci piacerebbe sapere se anche loro, quando erano piccoli e piangevano, si sentivano incompresi, lo facevano per “vizio” o forse avevano bisogno solo di coccole di mamma, cibo, fisiologiche attenzioni...

Indicazione n° 3

Evita la manipolazione

Il tuo bambino ha bisogno di verità e trasparenza perché lui con te è vero e trasparente. Tuo figlio diventa manipolatorio, mente, cerca scuse e si giustifica o fa le cose di nascosto solo dopo che ha percepito i suoi modelli fare altrettanto e solo dopo essersi sentito reprimere impulsi istintivi in merito al suo agire.

Indicazione n° 4

Il tuo bambino ha il fisiologico bisogno di essere preso in braccio

È una questione di cultura, è una questione di amore, è una questione di voler essere genitori ideali e di fare tutto per bene. È anche una questione di sopravvivenza: tuo figlio quando lo desidera, quando si sente minacciato da un pericolo, quando ha paura di qualcosa, quando ne ha bisogno, vuole il tuo abbraccio, il tuo contatto. Perché negarglielo? È anche una questione di istinto: perché non prendere in braccio e tenere con te tuo figlio ogni volta che lo desideri, ogni volta che qualcosa te lo dice, ogni volta che la sola idea di lasciarlo da solo ti mette in ansia o ti rattrista? Perché negartelo? Il contatto costante e continuo con tuo figlio eviterà moltissime difficoltà molto frequenti come per esempio i pianti continui di giorno dopo che il bambino è stato cambiato, ha mangiato, ha dormito (e inspiegabili per molte mamme) e le coliche gassose (nelle popolazioni dove i bambini si tengono nella comoda fascia le coliche non esistono). Inoltre tutti i bambini che hanno fatto il pieno di coccole nei primi anni:

  • sono più felici
  • si ammalano di meno
  • non avranno dopo i primi sette anni la “sindrome” da bisogno continuo di attenzione.

Indicazione n° 5

Il ritmo

Moltissime problematiche comportamentali si possono risolvere attraverso il ripristino di un ritmo. Solo lavorando su questo aspetto moltissime mamme hanno risolto:

irascibilità e nervosismo
sonno disturbato e insonnia

Tuo figlio è in sintonia con il ritmo della natura fatto di attività e riposo (il battito del cuore, le stagioni, il giorno e la notte), di azioni che si ripetono costanti nel tempo (il ritmo delle stagioni, dei giorni, della fisiologia del suo corpo).

Se la sua quotidianità è costellata di imprevisti, cambi di direzioni, orari spesso differenti, confusione, indecisione, come possiamo pretendere che sia sereno, che dorma come un angioletto di notte, che il suo equilibrio non si alteri?

Ti consiglio di rendere il più possibile armoniche le vostre giornate (così rispetterai il suo bisogno fisiologico di ritmo), per esempio i pasti alla stessa ora e sempre a tavola, il risveglio e la nanna all’incirca alla stessa ora e con le stesse modalità, prediligere attività che stimolano l’energia del bambino al pomeriggio e non alla sera (quando anche il corpo si prepara per il sonno), preferire per la sera luci soffuse, tranquillità, la lettura di una storiella o il racconto di una fiaba, evitare di sballottarlo a destra e a sinistra con tutti i giorni orari diversi tra scuola, sport, catechismo, ripetizioni, ecc. Cerca di creare un ritmo settimanale il più armonico ed equilibrato possibile, anche per mamma e papà.

Indicazione n° 6

Abbassati alla sua altezza, guardarlo negli occhi e chiedigli come si sente

Quando parli al bambino, è utile abbassarsi alla sua altezza, chinandoti sulle ginocchia e guardandolo negli occhi (il bambino si sente compreso e non riceve indicazioni autoritarie “dall’alto” e ha meno possibilità di istaurare il conflitto con l’autorità esterna). Inoltre guardalo negli occhi e chiedigli sempre: “come ti senti amore”? Cosa provi nel cuoricino?”

Questa domanda lo aiuta a restare in contatto con i suoi sentimenti e ad ascoltare la voce del suo cuore anche da adulto. La domanda è utilissima per tirare fuori e sciogliere rapidamente i nodi emotivi in caso di tristezza, pianto o rabbia.

Se il bambino non viene guidato dall’adulto ad evacuare le tensioni emotive queste si accumuleranno ed inevitabilmente sfoceranno in crisi di pianto, rabbia e ribellioni...

Indicazione n° 7

Sii felice

Fai di tutto per essere felice, risolvi i conflitti con il passato, amati e realizza te stesso. L’apatia, la rabbia, il rancore, sono contagiosi. Tuo figlio ti osserva e ti imita o comunque, anche senza volerlo, assorbe i tuoi atteggiamenti e le tue ferite.

Se vuoi che sia davvero felice, iniziare da te è il modo più semplice.

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