Autostima

Uno degli elementi fondamentali per la nostra salute mentale è l’autostima, il senso di fiducia in noi stessi che da ad ognuno la sicurezza per adoperarsi a raggiungere un obiettivo, per aprirsi agli altri e stabilire amicizie e relazioni strette.
L’autostima non si basa su fattori esterni come la ricchezza o la bellezza, non è qualcosa di innato ne tantomeno si può ottenere dagli altri. Purtroppo la nostra educazione non favorisce la stima di sé, fornendo sempre troppa attenzione ai difetti, alle mancanze, agli errori. L’autostima, invece, può essere appresa e portare notevoli benefici in molti settori della vita.
Ma cos’è esattamente l’autostima? L’autostima è essenzialmente l’atteggiamento che ciascuno di noi ha nei confronti di se stesso e comprende:

– L’aspetto cognitivo, ossia le opinioni che ognuno ha di sé e che riguardano: il suo aspetto fisico, le sue emozioni, la sua vita affettiva e sociale, le sue conoscenze, la sua professione, la sua moralità, il raggiungimento degli obbiettivi prefissati; in altre parole la sua auto-realizzazione

– L’aspetto emotivo, ossia cosa la persona prova nei propri confronti, come ad esempio: affetto, indifferenza, ostilità

– L’aspetto comportamentale, ovvero come la persona si comporta nei suoi riguardi: se ha rispetto di sé, se soddisfa i suoi bisogni, se sa creare delle condizioni soddisfacenti per se stessa, se cura la sua salute, ecc.

L’autostima non va mai confusa con un atteggiamento di superiorità, infatti può essere posta al centro di un continuum alle cui estremità sono collocate le due manifestazioni estreme della bassa autostima:

Sottovalutazione di sé: La persona vede solo i suoi difetti
Autostima: La persona vede sia i suoi pregi che i suoi difetti
Sopravvalutazione: La persona vede solo i suoi pregi

Sia la persona che si sottovaluta, sia la persona con un atteggiamento arrogante hanno una bassa autostima, in quanto la persona che ha un sano amore per se stessa ammette con serenità sia i suoi pregi che i suoi limiti, cercando di migliorare. La frase chiave di una persona che si stima potrebbe essere: «Amo me stessa per quello che sono, ma posso migliorare».

E’ molto importante comprendere che possiamo migliorarci: è stato infatti dimostrato da Kagan, con ricerche effettuate alla Harward University, che il temperamento acquisito su basi ereditarie può essere cambiato con apprendimenti graduali, perciò la frase: «Non posso cambiare, è il mio carattere!» non ha nessuna validità scientifica e quindi non ci sono più scuse che tengano.
E’ dunque giusto impegnarsi a cambiare e ad acquisire una maggiore stima di sé per la propria salute e per la propria autorealizzazione.

La bassa autostima, infatti, è causa di:
• Paure e fobie
• Difficoltà interpersonali
• Ansia e insicurezza
• Dipendenza dal giudizio altrui
• Depressione
• Mancata realizzazione delle proprie potenzialità

Per contro, la persona che ha stima di sé: non ha paura di sbagliare, stabilisce buone relazioni con gli altri, sa affrontare meglio le difficoltà e gli insuccessi della vita, non dipende dal giudizio degli altri e sa farsi rispettare.
Una bassa autostima è più comune tra gli individui che da bambini hanno subito abusi psicologici o fisici ed essa aumenta probabilmente la predisposizione a malattie mentali come la depressione, i disturbi d’ansia e l’abuso di sostanze.
Al confronto coloro che hanno una buona autostima nonostante possano essere colti da dubbi sulla propria persona, dubbi che fanno parte della natura dell’essere umano, si concentrano su quello che hanno di buono e accettano i propri limiti.
Per tutti coloro che sentono di avere una bassa autostima e percepiscono un senso cronico di impotenza nei confronti della vita è molto importante chiedere un aiuto specialistico in quanto un terapeuta esperto è in grado di fornire l’aiuto necessario a ripristinare il benessere mentale.

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