Problemi sessuali o problemi di coppia?

E’ un problema di coppia o sessuale?

Spesso ritroviamo due atteggiamenti prevalenti nel conflitto di coppia:

  • Lui: fare l’amore è un mezzo per conseguire la pace;
  • Lei: ritrovare la pace è premessa indispensabile per fare l’amore.

La comunicazione di coppia

Le persone che parlano fanno due cose:

  1. Si trasmettono informazioni direttamente e verbalmente;
  2. Definiscono continuamente (in modo mascherato) la propria relazione esistente. Oltre alle parole, si usano i canali comunicativi non verbale, il tono della voce, lo sguardo, la postura del corpo, la vicinanza, la mimica facciale.

In una relazione funzionale di coppia i partecipanti dedicano del tempo a parlare esplicitamente della loro relazione e risolvere conflitti. Quindi se c’è qualcosa dell’altro che ci disturba la cosa migliore è parlargliene, invece di comportarci in modo di farglielo capire, perché non è affatto detto che ciò avvenga.

 

Conflitto e dialogo di coppia

Una coppia è tanto vitale quanto più sa vivere il conflitto come un’occasione di confronto e mutamento della propria relazione, ma spesso c’è il timore che il conflitto distrugga la coppia stessa e si preferisce sopravvivere nell’insoddisfazione piuttosto che rischiare un cambiamento.

Si evita il confronto quando:

-si nega il disagio;

-si interrompe la comunicazione in tutte le aree critiche;

-si sposta il conflitto su altri aspetti: si litiga su tutto fuorchè il proprio modo di stare assieme;

- si colpevolizza l’altro.

La comunicazione ambigua

La comunicazione ambigua  è frutto di disagio e incomprensione. Se con le parole è facile mentire, molto più difficile lo è con la comunicazione non verbale (il nostro corpo invia, a nostra insaputa tutta una serie di messaggi che segnalano inequivocabilmente agli altri come ci sentiamo e cosa effettivamente pensiamo, al di là di ciò che stiamo dicendo a parole).

Chi ha iniziato per primo?

Una situazione che si verifica spesso nelle coppie riguarda questo punto: uno dei due sostiene che l’altro non sia disponibile a dei rapporti sessuali, per cui l’uno non si avvicina per paura di essere rifiutato, l’altro sostiene di non avere desiderio perché il partner non si avvicina, instaurando così il famoso circolo vizioso. Chi dei due ha ragione? Tutti e due e nessuno allo stesso tempo. Per uscire da questa spirale di attribuzione di colpa bisogna considerare il proprio comportamento non solo come una risposta appropriata a quello degli altri, ma anche come uno stimolo al comportamento di coloro che ci circondano. Questo significa guardare le cose dal punto di vista delle conseguenze future piuttosto che da quello delle cause passate. Si devono cercare nuove soluzioni a vecchi problemi. Chiedendosi quale effetto produrrà il proprio comportamento sull’altro.

La maturità nella coppia e sessualità 

Bisogna capire se la coppia ha difficoltà più generali o problemi specifici riguardanti l’attività sessuale.

Nel caso di un problema specifico sessuale sarà necessario procedere ad un intervento prevalentemente focalizzato sull’area sessuale.

Nel caso di una insoddisfazione più generale, in genere bisogna prendere in considerazione la relazione, o l’altro partner. Le cause possono essere tante: disturbi psichiatrici (depressione, abuso alcol) o medici (malattie fisiche) , problemi irrisolti con la famiglia di origine, aspetti culturali, religiosi ed etnici influiscono sugli atteggiamenti e i comportamenti sessuali. Se c’è una disarmonia complessiva o del rancore che impedisce di godere dell’interazione fisica, ci può essere una avversione al contatto fisico oltre che sessuale.

La maturità relazionale consiste nel saper vivere pienamente la propria età e le relazioni gustandone le gioie e superando le difficoltà che comporta. La maturità non è un punto di arrivo, non è stabilità ed equilibrio ma piuttosto capacità di cambiamento continuo alla ricerca di nuovi equilibri.

L’essere coppia è una realtà dinamica che va costruita giorno per giorno e ogni tappa di questa esperienza relazionale è allo stesso tempo punto di arrivo e di partenza in cui occorre reinventarsi il futuro: questo vale per il momento in cui ci si conosce, per l’innamoramento, il fidanzamento, il matrimonio, la nascita dei figli,il distacco dei figli, la morte.

Vincere assieme o perdere assieme

Una persona che  attacca l’altro deve pensare che prima o poi sarà attaccato. Chi compie un gesto di prepotenza ha un vantaggio immediato, ma sembra non tenere conto il bilancio complessivo degli svantaggi che gli deriveranno dalla spirale di ritorsione da lui stesso innescata.

E’ utile essere collaborativi e cooperanti. Essere cooperativi non significa permettere all’altro qualsiasi cosa ma è un atteggiamento che permette la sincerità e la prevedibilità dell’altro, l’altro non è un nemico da abbattere, ma un socio con cui condividere gli utili della comune impresa.

 

Linee guida per la coppia

Piccoli suggerimenti per  entrare in contatto con il partner per lavorare sulla consapevolezza del proprio dialogo interiore e con l'altro:

  • ACCETTA IL PARTNER “PER QUELLO CHE E’”;
  • ESPRIMI SPESSSO APPREZZAMENTI PER LE PICCOLE COSE POSITIVE;
  • COMUNICA UNA POSIZIONE ONESTA, COSTRUSCI LA RELAZIONE SULLA BASE DELLA FIDUCIA;
  • CONDIVIDI E RICONOSCI A FONDO LE DIFFERENZE RISPETTO AL PARTNER;
  • SOSTIENI IL PARTNER NEL PERSEGUIRE I SUOI OBIETTIVI;
  • DAI AL PARTNER IL DIRITTO DI AVERE TORTO;
  • TRASFORMA I “VOGLIO” IN OBIETTIVI REALISTICI CONDIVISI SE IL PARTNER E’ DISPONIBILE.

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